Indologia Italia

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martedì 18 agosto 2015

Il dio Kṛṣṇa - Krishna

Kṛṣṇa, letteralmente “lo scuro” è figura già citata nel Veda ma assume i contorni di una divinità propria solo a cavallo dell’era volgare nella corrente dei Bhagavat che pone appunto Kṛṣṇa al centro della devozione (il testo fondamentale è infatti il Bhāgavata Purāṇa).


Il nome di Kṛṣṇa è già citato nella Chāndogya Upaniṣad ma è nel Mahābhārata, il grande poema indiano che narra della lotta tra i Paṇḍava e i Kaurava, due stirpi di cugini in guerra per il dominio imperiale, che Kṛṣṇa assume un ruolo davvero preminente: nel poema Kṛṣṇa è figlio di Vasudeva e Devakī. La sua nascita avverrebbe a Mathurā dove governa il tiranno Kaṃsa, zio del piccolo Kṛṣṇa. Saputo da una predizione che sarebbe stato ucciso per mano di un nipote, Kaṃsa fa uccidere tutti i figli di Devakī, sua cugina.

La vicenda non può non essere accostata al mito romano di Rea Silvia che partorisce i gemelli di nascosto e li affida alle correnti del Tevere per sottrarli alla furia del tiranno usurpatore, nonché zio, Amulio.

Il settimo figlio di Devakī, Balarāma viene magicamente trasferito nel grembo di Rohinī e Devakī è imprigionata. Rimane incinta nonostante l’isolamento grazie a un capello nero di Viṣṇu. Per questo Kṛṣṇa nasce appunto con colorito scuro mentre Balarāma è solitamente rappresentato di colorito chiaro.


Anche questa vicenda può non accostarsi a un episodio della mitologia classica, quando Zeus seduce Danae trasformandosi in pioggia d’oro per superare le barriere fisiche della prigione in cui Acrisio, tiranno di Argo e padre della stessa Danae, aveva rinchiuso la figlia dopo aver saputo, tramite profezia, che sarebbe stato ucciso dal nipote (cioè Perseo).

Kṛṣṇa cresce affidato a due pastori (anche qui si ravvisa un significativo accostamento con la vicenda di Romolo e Remo trovati dai pastori Faustolo e Acca Larenzia) di nome Nanda e Yaśodā.

Kṛṣṇa cresce nella quiete agreste e pastorale insieme alle gopī, pastorelle innamorate di lui, tra le quali spicca Rādhā. Fin da piccolo Kṛṣṇa deve però affrontare una serie di pericoli: il tiranno zio Kaṃsa infatti continua ad attentare alla sua vita. Kṛṣṇa affronta una serie di prove che ricordano le fatiche di Ercole (e infatti gli antichi Greci al seguito di Alessandro Magno accostarono proprio la figura di Eracle a quella di Kṛṣṇa).
Kṛṣṇa trascorre le giornate vagando per le foreste e i pascoli, suonando il caratteristico flauto dolce (che ci ricorda Pan) e giocando all’amore con le gopī.


Durante la lotta tra Pāṇḍava e Kaurava narrata nel Mahābhārata Kṛṣṇa si schiera coi cinque Pāṇḍava e offre loro il suo aiuto, fatto di consigli anche scaltri e subdoli.
Celebre è l’episodio in cui Kṛṣṇa, auriga dell’eroe Arjuna, proprio nel momento della battaglia finale di Kurukṣetra, consola e istruisce Arjuna sul comportamento da tenere in battaglia: è la celebre Bhagavad-gītā, il Canto del Beato, in cui Kṛṣṇa si rileva ad Arjuna come dio supremo.


Questo testo, tradotto in inglese già a fine Settecento, ha rappresentato e continua a rappresentare una pietra miliare della spiritualità indiana.
Databile forse intorno al III sec. a.C., fu la base sulla quale costruire una nuova sfumatura religiosa, quella appunto della devozione Bhagavata con al centro proprio la figura di Kṛṣṇa come Beato Signore legato agli uomini da un reciproco amore che usò il linguaggio dell’erotismo per esprimersi. Pensiamo solo al Gītā-govinda, il celebre testo di Jayadeva redatto nel XII sec. che esprime l’amore tra dio e devoto nei termini del sentimento erotico.
Al termine della battaglia di Kurukṣetra Kṛṣṇa si ritira nella foresta e lì muore trafitto al tallone da una freccia (interessante il rimando alla vicenda di Achille) scagliata da un cacciatore dopo che lo stesso Kṛṣṇa si era steso per terra ad attendere la morte.
Secondo il mito la morte di Kṛṣṇa, avvenuta il 18 febbraio del 3102 a.C.,  sancisce l’inizio del Kali yuga, l’ultima era del mondo.


Nei primi secoli dell’era volgare Kṛṣṇa cominciò a essere considerato un avatāra di Viṣṇu: con tutta probabilità questo passaggio avvenne nell’epoca Gupta quando il dio Viṣṇu assunse una dimensione cultuale prevalente e si tentò in qualche modo di accogliere nel pantheon figure divine precedenti facendole diventare manifestazioni del dio supremo Viṣṇu.
Kṛṣṇa è con tutta probabilità una divinità antichissima e autoctona che venne poi assorbita nel culto vaiṣṇava ma che rimane a tutt’oggi una delle figure più intense e potenti del pantheon hindū.




sabato 20 settembre 2014

Danzare come gli Hindu in Italia: integrazione






In Italia è ormai molto diffusa la pratica di attività coreutiche provenienti dal subcontinente indiano.
Queste tradizioni sono molteplici e la storia della danza e del teatro in India è estremamente complessa.
Raccogliamo qui un elenco di siti attraverso i quali avvicinarsi a questa importante tradizione culturale.






Il sito di Antonella Usai, tra le più grandi interpreti di Bharatanatyam (e non solo) in Occidente: apprezzatissima anche in India, Antonella Usai unisce una solida formazione di danza classica e moderna alla grande competenza in ambito teorico e pratico relativamente alle culture coreutiche indiane.  l'Associazione Nad è nata nel 1998 ed è animata oltre che da Antonella Usai anche da Elena Picco e Roberta Cipriani. E' un laboratorio di creatività a tutto tondo che sperimenta e propone ogni anno un ricchissimo menu di attività. Oltre al Bharatanatyam vengono proposti corsi di yoga e seminari di vario tipo dedicati alla danza moderna e alla cultura coreutica di Bollywood.







L'Associazione "Sagome Teatro" annovera tra le sue collaboratrici Lucrezia Maniscotti che da anni fa conoscere in Italia la tradizione della danza indiana Bharatanatyam. Le proposte culturali di Lucrezia Maniscotti uniscono un costante perfezionismo tecnico ed espressivo a grandi conoscenze teoriche: ha studiato e danzato in India ottenendo grandi riconoscimenti. Interessantissima la proposta di Bharatanatyam per bambini!







Il nome dice già tutto: Haru Kugo è una delle più famose interpreti di danza Bharatanatyam in Italia. Celebre in tutta Europa, Haru Kugo viene dalla scuola di Monica Gallarate ma ha poi proseguito nello studio e nella pratica in India e vanta uno dei curriculum più straordinari tra gli interpreti contemporanei. Svolge attività e performance in tutta Italia: ospite fissa di manifestazioni, associazioni e festival, Haru Kugo si rivela come una delle più talentuose interpreti di Bharatanatyam in Italia.







Jaya è un'associazione recente che però si segnala per un'attività unica non solo in merito alla danza Bharatanatyam, ma anche per lo Yoga, la musico-terapia, etc. Giuditta de Concini, che anima i corsi dedicati alla danza, ha studiato a lungo in India e ha partecipato a numerosissime iniziative di diffusione della cultura indiana in Italia. Interessanti anche le proposte di Yoga, specie lo Yoga Kundalini e lo Yoga Sivananda.







Progetto curato da Marcella Bassanesi: in collaborazione con l'Ufficio Indiano del Turismo e alcune tre le più importanti università italiane, Apsaras riunisce danzatori, attori e musicisti e propone un ricco calendario di spettacoli e di attività di formazione.







Interessante proposta di danze "gyspy" del Rajasthan e non solo.  Corsi a Milano e a Palermo.







Per gli amanti di Bollywood! Valentina Manduchi propone questa particolarissima e coloratissima esperienza agli appassionati italiani.








Sul blog di Daria Mascotto una serie di informazioni sul progetto Kishkindha, che mette insieme Yoga e danze dell'India.




L'associazione Gamaka opera a livello nazionale e si segnala soprattutto per l'organizzazione del festival Natyakala (http://natyakala-ve.blogspot.it/) pregevole rassegna sulla tradizioni musicali e teatrali dell'India.




Danzatrice di solida e pregiata formazione, Marianna Biadene ha studiato a lungo Bharata Natyam in India con maestri del calibro di Savitri Nair e C.V. Chandrasekhar. Alle attività di danzatrice e insegnante unisce la prestigiosa direzione artistica del festival Natyakala.




Swamini Atmananda Giri tiene lezioni di danza presso il celebre monastero hindu di Altare (SV): http://www.ashramgita.com/




A Torino è attiva l'unica scuola di danza kuchipudi in Italia.




SITI DIDATTICI E INFORMATIVI




Sito a tutto tondo dedicato alle danze originarie del subcontinente






venerdì 5 settembre 2014

Induisti italiani, Induismo in Italia



Ecco dove un hindu in Italia può rivolgersi per praticare collettivamente i propri culti o semplicemente per avere indicazioni e informazioni sulla religiosità hindu.
Numerosi ormai i templi per i numerosi indiani in Italia: http://www.hinduism.it/lista-templi-indu-italia.html
Stando alle ultime stime gli hindu in Italia sarebbero circa 100.000, soprattutto immigrati ma anche molti simpatizzanti italiani.

In Italia esiste una Unione Induisti Italiani che raccoglie diverse realtà.

Il monastero di Altare (SV) è il centro di molte attività della UII: si tratta del ashramgita (http://www.ashramgita.com), comunità monastica guidata da Swami Yogananda Giri (https://en.m.wikipedia.org/wiki/Swami_Yogananda_Giri) ed è dotato di uno dei principali templi hindu italiani: http://www.hindu-temple.net



È ancora attiva in Italia la ISKCON (The International Society for Krishna Consciousness) comunemente nota per la dicitura HARE KRISHNA affibbiata ai suoi membri. Molto attiva negli anni Settanta, oggi in Italia si raduna nei centri di Bergamo, Firenze (la celebre Villa Vrindavana http://www.villavrindavana.org/it/) e a Vicenza.
I devoti seguono gli insegnamenti di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (https://it.m.wikipedia.org/wiki/A.C._Bhaktivedanta_Swami_Prabhupada).

Per informazioni: http://www.harekrsna.it



Il centro Bhaktivedanta organizza varie attività, di stampo culturale e religioso: http://www.centrostudibhaktivedanta.org/it/



Attivi sono anche alcuni centri legati all'insegnamento di Satya Sai Baba (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sathya_Sai_Baba) soprattutto a Torino, Roma e Milano (http://www.sathyasai.it/web/).



Osho Miasto (http://www.oshomiasto.it/index.php/it/) è invece il più importante centro italiano legato agli insegnamenti di Osho Rajneesh (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Osho_Rajneesh).



Il gruppo Germoglio si riallaccia agli insegnamenti e all'esperienza di Sri Aurobindo e Mère (http://www.gruppogermoglio.it/germoglio.htm).



A Torino opera invece la succursale italiana della Ramakrishna Mission (http://www.ramakrishna-math.org/index.php?option=com_content&view=article&id=53:rkm-in-italia&catid=44:ramakrishna-mathamission&Itemid=70) che trasmette gli insegnamenti di Ramakrishna (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ramakrishna) e del suo discepolo Vivekananda (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Vivekananda) che si può dire abbiano portato l'induismo in Occidente.



Anche in Italia sono presenti centri che fanno riferimento alla celebre Mataji, Shri Mataji Nirmala Devi (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Shri_Mataji_Nirmala_Devi).



Poco documentata la presenza dei gruppi jaina (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giainismo) in Italia: l'unico riferimento è il Centro di documentazione sul Giainismo (http://www.jainworld.com/JWItaly/index.asp).



Possibile inserire nell'elenco anche la numerosa comunità sikh (http://sikhismo.com)?






Tutto questo per chi volesse accostarsi alle religioni hindu... 

Ma è possibile convertirsi all'Induismo? Esiste davvero un Induismo come fenomeno religioso o esistono piuttosto varie forme religiose che gli occidentali hanno racchiuso in questa categoria?


E tu che ne pensi?









domenica 31 agosto 2014

Divinità femminili dell'India: Cāmuṇḍā (Camunda)


Il pantheon femminile hindu è particolarmente ricco e variegato, forse ancora di più di quello maschile.
Poco conosciuta ancora è la figura di Cāmuṇḍā, divinità femminile terribile e legata ai culti tantrici.


Probabilmente era in origine una divinità locale e popolare poi assorbita nel pantheon hindu. Un culto antichissimo e misterioso praticato dalle popolazioni munda, tra i primi abitatori del subcontinente indiano (http://www.treccani.it/enciclopedia/munda/)

Ricca e straordinaria la sua iconografia: armata di spada e tridente, abbinata al serpente e dotata di tamburo, fulmine e mazza ornata di teschi (o fatta di teschi), si può accostare per questi attributi proprio al dio Śiva (o Rudra).



E' sovente accompagnata da altre figure femminili e da fantasmi o animali che si cibano del cadavere sul quale la stessa  Cāmuṇḍā danza o con il quale si unisce sessualmente.
Cāmuṇḍā nutre questi suoi assistenti con il sangue che le zampilla dalla testa che lei stessa si è recisa, forse rimando macabro e misterioso ai sacrifici, anche umani, che le venivano offerti (è nota in questo senso anche come "Chinnamastā, dalla testa tagliata").


Chinnamastā è anch'essa una forma terribile della Dea, in particolare una forma della stessa Cāmuṇḍā.



Il sangue zampilla di solito da tre canali, cosa che rimanda alla tradizionale fisiologia dello yoga coi tre nāī (in sanscrito "tubo") tre canali attraverso i quali passa il flusso energetico (prana).



Come tutte le divinità indiane ha un suo speciale veicolo animale, in questo caso il gufo (o civetta).
Il suo nome è fatto risalire alla leggenda secondo cui Parvati (la paredra di Śiva) avrebbe assunto questa forma terribile per sconfiggere i demoni Chanda e Munda.
E' tradizionalmente associata alle sette madri (saptamātkā) sette divinità femminili di cui è ricca l'arte indiana.



Numerosi i templi a lei dedicati, per esempio in Kangra in Himachal Pradesh, a Bubhaneswar in Orissa e sulla collina omonima (Chamundi) a Mysore.



ओं नमः चामुण्डायै




martedì 26 agosto 2014

Danze indiane in Italia: Bharata Natyam e non solo...





In Italia è ormai molto diffusa la pratica di attività coreutiche provenienti dal subcontinente indiano.
Queste tradizioni sono molteplici e la storia della danza e del teatro in India è estremamente complessa.
Raccogliamo qui un elenco di siti attraverso i quali avvicinarsi a questa importante tradizione culturale.

http://www.compagnianad.it/

Il sito di Antonella Usai, tra le più grandi interpreti di Bharatanatyam (e non solo) in Occidente: apprezzatissima anche in India, Antonella Usai unisce una solida formazione di danza classica e moderna alla grande competenza in ambito teorico e pratico relativamente alle culture coreutiche indiane.  l'Associazione Nad è nata nel 1998 ed è animata oltre che da Antonella Usai anche da Elena Picco e Roberta Cipriani. E' un laboratorio di creatività a tutto tondo che sperimenta e propone ogni anno un ricchissimo menu di attività. Oltre al Bharatanatyam vengono proposti corsi di yoga e seminari di vario tipo dedicati alla danza moderna e alla cultura coreutica di Bollywood.

http://www.sagometeatro.com/

L'Associazione "Sagome Teatro" annovera tra le sue collaboratrici Lucrezia Maniscotti che da anni fa conoscere in Italia la tradizione della danza indiana Bharatanatyam. Le proposte culturali di Lucrezia Maniscotti uniscono un costante perfezionismo tecnico ed espressivo a grandi conoscenze teoriche: ha studiato e danzato in India ottenendo grandi riconoscimenti. Interessantissima la proposta di Bharatanatyam per bambini!

http://harukugo.com/

Il nome dice già tutto: Haru Kugo è una delle più famose interpreti di danza Bharatanatyam in Italia. Celebre in tutta Europa, Haru Kugo viene dalla scuola di Monica Gallarate ma ha poi proseguito nello studio e nella pratica in India e vanta uno dei curriculum più straordinari tra gli interpreti contemporanei. Svolge attività e performance in tutta Italia: ospite fissa di manifestazioni, associazioni e festival, Haru Kugo si rivela come una delle più talentuose interpreti di Bharatanatyam in Italia.

http://associazionejaya.it/

Jaya è un'associazione recente che però si segnala per un'attività unica non solo in merito alla danza Bharatanatyam, ma anche per lo Yoga, la musico-terapia, etc. Giuditta de Concini, che anima i corsi dedicati alla danza, ha studiato a lungo in India e ha partecipato a numerosissime iniziative di diffusione della cultura indiana in Italia. Interessanti anche le proposte di Yoga, specie lo Yoga Kundalini e lo Yoga Sivananda.

http://www.apsaras.it/

Progetto curato da Marcella Bassanesi: in collaborazione con l'Ufficio Indiano del Turismo e alcune tre le più importanti università italiane, Apsaras riunisce danzatori, attori e musicisti e propone un ricco calendario di spettacoli e di attività di formazione.

http://www.maharanidance.com

Interessante proposta di danze "gyspy" del Rajasthan e non solo.  Corsi a Milano e a Palermo.

http://www.apsarasdance.com/

Per gli amanti di Bollywood! Valentina Manduchi propone questa particolarissima e coloratissima esperienza agli appassionati italiani.

http://dariamascotto.blogspot.it/

Sul blog di Daria Mascotto una serie di informazioni sul progetto Kishkindha, che mette insieme Yoga e danze dell'India.


SITI DIDATTICI E INFORMATIVI

http://www.danzaindiana.it/
Sito a tutto tondo dedicato alle danze originarie del subcontinente



domenica 24 agosto 2014

I Sikh e la Prima Guerra Mondiale - Mostra alla SOAS




I Sikh alla Prima Guerra Mondiale: un'interessante mostra presso la SOAS (School of Oriental and African Studies) di Londra: http://www.soas.ac.uk/.

Per celebrare il centesimo anniversario della sua nascita, la SOAS presente una mostra dedicata ai Sikh e al ruolo che svolsero nella prima guerra mondiale.
Un contributo dimenticato eppure importantissimo sia nella storia della guerra sia nella storia dell'India.

I Sikh, che seguono l'insegnamento di Guru Nanak e di altri dieci maestri, sono una minoranza importante nella vicenda storica dell'India (http://sikhismo.com/): il loro nome significa proprio "discepolo".


"Empire, Faith & War: The Sikhs and World War One", questo il titolo della mostra che si terrà fino al 28 settembre presso la Brunei Gallery.

Info dettagliate qui: http://www.soas.ac.uk/gallery/efw/

Spoken Sanskrit - 25 anni



Da 25 anni ad Heidelberg si tiene la Summer School of Spoken Sanskrit, una tappa imperdibile per chi vuole migliorare la propria conoscenza della lingua sanscrita, sotto la guida del preparatissimo e simpaticissimo Sadananda Das (http://www.sai.uni-heidelberg.de/abt/IND/en/mitarbeiter/das/das.php).

In occasione del 25esimo anno dell'iniziativa, dal 25 al 29 agosto si terranno una serie di appuntamenti preziosi, ospite d'onore sua Eccellenza Vijay Gokhale, ambasciatore dell'India in Germania (https://www.indianembassy.de/pages.php?id=7).

Il giorno 25 nel pomeriggio si terrà la performance di Ananth Rao "The origins of poetry - A recitation from the Rāmāyaṇa" 

Il giorno 29 ci sarà la presentazione dei candidati al Saraswati Sanskrit Prize 2014 (http://www.sai.uni-heidelberg.de/abt/IND/sarasvati/sarasvati.php) e una "recita", quella messa in scena come ogni anno dai partecipanti alla Summer School, il tema dell'anno è "The Validity of Strīdharma in Contemporary India".
A seguire canzoni in sanscrito e in nepali.

Altre info su: http://www.sai.uni-heidelberg.de/en/index.php?subaction=showfull&id=1408437560&archive=&start_from=&ucat=9&

sabato 23 agosto 2014

Translitterazione del sanscrito e di altre lingue indiane


Scrivere testi che trattino di materie indologiche vuol dire farei conti con caratteri poco usuali. Un termine sanscrito o hindi translitterato richiede segni particolari, i cosiddetti diacritici, che rendono i suoni tipici dell'area indiana.

Una vocale lunga si scrive con un trattino sopra la lettera come "ā" "Ā", un suono palatale richiede un accento sopra la lettera  "ś" "Ś" e un suono cerebrale un puntino sotto "ṭ" "Ṭ".
Questi caratteri devono essere usati in accordo con le regole dello IAST, International Alphabet of Sanskrit Transliteration (http://en.m.wikipedia.org/wiki/International_Alphabet_of_Sanskrit_Transliteration) e vale anche per le lingue che usano un alfabeto di origine brahmì, la scrittura che è considerata all'origine delle scritture usate nel subcontinente asiatico (http://it.m.wikipedia.org/wiki/Brahmi).

La cosiddetta romanizzazione del sanscrito e delle altre lingue è però affare complicato quando si scrive un articolo o un testo che richiede inserimenti frequenti.
Per farlo occorre usare font Unicode che consentono l'inserimento di caratteri speciali (qui i codici http://www.alanlittle.org/projects/transliterator/translittable.html).

Usando un programma come Microsoft Office Word è possibile inserire i caratteri speciali dalla voce "inserisci simbolo" nel menu modifica.
È questa operazione abbastanza complicata e macchinosa se i termini translitterati sono molti.
È quindi possibile assegnare a ognuno di questi caratteri una shortcut e quindi dare comandi di tastiera usando i tasti CTRL, ALT o ALT GR, facendo però attenzione a non usare le combinazioni già assegnate di default dal programma (CTRL S per esempio è usato per salvare il documento, CTRL I per il corsivo, etc.). 
Qui un'indicazione utile anche per chi usa Macintosh o vuole utilizzare il linguaggio html: http://www.personal.psu.edu/ejp10/psu/gotunicode/macron.html.

Chi usa Opeoffice o Libreoffice può usare delle estensioni apposite che consentono la stessa operazione, assegnare cioè ai caratteri dell'alfabeto translitterato delle shortcut: https://forum.openoffice.org/it/forum/viewtopic.php?f=8&t=548 e http://it.libreofficeforum.org/node/8301.

È possibile poi usare un programmino abbastanza semplice come ITranslator distribuito gratuitamente da Omkarananda Ashram (http://www.omkarananda-ashram.org/Sanskrit/itranslator2003.htm#req) che tra l'altro consente anche di comporre testi direttamente in scrittura devanāgarī.
In questo caso il sistema per comporre brani di testo translitterato risponde alle logiche del sistema ITRANS Velthuis per cui per una vocale "ā" bisogna scrivere una doppia a (aa), per una consonante cerebrale come "ḍ"bisogna scrivere ".d", etc.

Questo ITRANS Velthuis (http://www.aczoom.com/itrans/html/dvng/node8.html) è uno dei sistemi per translitterare oltre all'Harvard Kyoto  (http://en.m.wikipedia.org/wiki/Harvard-Kyoto) e all'Hunterian (http://en.m.wikipedia.org/wiki/Hunterian_transliteration) usato ufficialmente dal governo indiano ed elaborato da William Wilson Hunter Hunter dopo le indicazioni di William Jones e Sahitya Akademi.

Sul web vi sono molte risorse a riguardo e alcuni siti offrono la possibilità di translitterare parole o espressioni:

Infine per chi usa LaTeX interessante la discussione qui: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=9754

Per un approfondimento in inglese: http://indology.info/email/members/wujastyk/

E voi che sistema usate per translitterare?

giovedì 21 giugno 2012

Yoga su Internet - Siti italiani dedicati allo Yoga


Yoga in Italia

Raccolgo qui alcuni dei moltissimi siti dedicati allo yoga e che rivestono un certo interesse per i praticanti italiani. Non si tratta di un elenco esaustivo né completo, è una bozza da integrare e arricchire!


http://www.yoga.it/

Portale completo sullo Yoga tutto in italiano. Possibilità di rintracciare insegnanti di Yoga affiliati all'associazione.


Sito dello Yoga Journal.


E' il sito ufficiale della Federazione Italiana Yoga, attiva già dal 1974. Possibilità di rintracciare insegnanti di Yoga affiliati all'associazione.


Sezione italiana del Sivananda Yoga, pratica e teoria ispirata all'insegnamento di Swami Vishnudevananda e di Swami Sivananda


Yoga Festival è un evento annuale che si tiene a Milano, Roma, Catania e Merano già da anni: il sito web offre informazioni sulla manifestazione, video e biografie dei principali organizzatori degli eventi.


Sito dell'Associazione Internazionale degli Istituti di Yoga, libera associazione capitanata da Renato Turla e Dona Holleman.


Sito italiano dello Yoga secondo Iyengar


Sito che raccoglie in associazione numerosi insegnanti di Yoga in Italia (YANI)

domenica 7 novembre 2010

Dizionari di sanscrito on line

http://spokensanskrit.de/

Dizionario di sanscrito parlato (sanscrito-inglese e inglese-sanscrito). L'aspetto più utile è la possibilità di cercare i termini senza l'uso di diacritici. Meno affidabile per il sanscrito classico.

http://www.sanskrit-lexicon.uni-koeln.de/monier/

Monier Williams on line.

http://sanskrit.inria.fr/DICO/index.html

Dizionario che offre la possibilità di ricercare le parole con desinenze e terminazioni. Non semplice capirne il funzionamento  specie per quanto riguarda la translitterazione dei diacritici, ma di grande utilità.